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Quante volte, nella nostra quotidianità, vi sarà capitato di leggere la parola “innovazione”?

Talent Garden se lo è chiesto ed ha condotto una ricerca sui tweet pubblicati in Europa che avessero, al proprio interno, la parola #innovation. La parola è apparsa, nel corso del 2018, ben 855.432 volte tra i tweets dei propri utenti europei. L’Italia si è posizionata al terzo posto tra le nazioni europee, con i suoi 117.578 tweets.

Photo by Ignazio Di Gangi on Unsplash
Quali fattori potrebbero spiegare questo dato? Proviamo a fare qualche riflessione in merito.

Innovation (con l’hashtag davanti) compare spesso nei tweet che fanno riferimento a tematiche chiave connesse all’innovazione tecnologica, come Artificial Intelligence (#AI), Internet of Things (#IOT) e Digital Trasformation. Ciò avviene, a mio parere, per la sua capacità di catturare l’attenzione di chi legge, spingendo chi scrive a utilizzarla contestualmente ad approfondimenti, news e commercializzazione di prodotti tecnologici all’avanguardia. L’innovazione genera innovazione. E lo fa a partire dalla genuina volontà di approfondimento, conoscenza e confronto sulle tematiche che contraddistingue la specie umana.

Tuttavia, questo dato non è uniformemente distribuito sul territorio nazionale. In base a quanto emerge dall’analisi di Talent Garden Milano, Roma e Torino sono le città dove si tweetta maggiormente di tematiche innovative. Questo dato potrebbe dipendere da molteplici aspetti come l’essere sede di importanti multinazionali (elemento che apre alla contaminazione con l’estero, soprattutto da parte del mondo anglo-sassone) o di importanti poli universitari attivi nella ricerca tecnologica (Politecnico di Torino e di Milano, per citarne due). Ciò non implica che non vi siano altre aree nel paese che parlino di tecnologia, tutt’altro (e lo si può ben constatare visionando la ricerca)! È mia opinione, però, che la disomogeneità del dato geografico implichi l’idea che i territori che ancora non affrontano il tema delle nuove tecnologie (o lo affrontano solo in parte) non abbiano in realtà raccolto ed assimilato la portata di questa “rivoluzione digitale”.

Photo by rawpixel on Unsplash
Quali azioni dobbiamo predisporre per facilitare la conoscenza e quindi la diffusione di una cultura digitale?

Adottare un linguaggio comprensibile: spesso, chi parla di tecnologia (ma questo vale in tutti i campi professionali, in primis quello psicologico) lo fa esprimendosi con termini troppo tecnici per i non addetti ai lavori. Se vorremo convincere qualcuno dell’inevitabilità del progresso e di quanto possa essere vantaggioso avvalersi della tecnologia prima dei propri competitori (trasformando il proprio business model), allora dovremo fare lo sforzo di rendere semplici e concreti concettiche sono, per lo più, molto astratti e lontani dalla quotidianità di chi lavora in azienda.

Innovare l’azienda a partire dall’ Innov-Azione: serve un approccio pragmatico e meno teorico, che faccia della sperimentazione un’occasione di cambiamento ed evoluzione organizzativa. Occorre generare innovazione, agendo! A piccoli passi e adottando accorgimenti che possano semplificare il funzionamento aziendale, così da non confliggere con i seguenti due comportamenti:

  • limitarsi a descriverla, tessendone le lodi in attesa che qualcosa di “Altro da noi” ci obblighi ad evolvere;
  • sottolinearne le minacce, basate su credenze e generalizzazioni che molto spesso fanno riferimento ad esperienze di terzi e non alla propria.

Accompagnare ed ispirare: la trasformazione digitale andrà accompagnata passo passo, promuovendo azioni di sensibilizzazione nelle organizzazioni, momenti di formazione e confronto, momenti di presentazione di case history che possano guidare ed indirizzare le organizzazioni nel cambiamento. Non si potrà non porre attenzione a questi aspetti ma non solo…bisognerà lavorare con tutti i livelli delle organizzazioni affinché la formazione costante faccia da volano per mantenere competitiva un’impresa: potrebbe arrivare un giorno in cui, guardandosi indietro, potreste rimpiangere di non averlo fatto!


Michael Musetti

Appassionato da sempre di tecnologia ed innovazione sono uno psicologo con un focus su lavoro ed organizzazioni digitali. Mi piace aiutare le persone a tirare fuori il proprio potenziale, attraverso attività di coaching e training individuale o di gruppo, accompagnando le organizzazioni a migliorare la propria performance.

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