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Tra i tanti eventi organizzati in occasione dell’ultima edizione della Milano Digital Week ho partecipato all’evento “La smart city come rete di organizzazioni reali”, a cura di Fondazione IRSO (Istituto di ricerca intervento sui sistemi organizzativi). In particolare, ho apprezzato l’intervento del prof. Alessandro Sinatra, docente presso la scuola di Economia e Management dell’Università Carlo Cattaneo, che ha approfondito il tema della leadership organizzativa nell’era digitale.

Prof. Sinatra, LIUC. Foto da Youtube https://www.youtube.com/watch?v=rKizUGBup60

Viviamo in un’epoca caratterizzata dalla disponibilità di tecnologie molto potenti, capaci di generare un grande impatto sull’efficienza e sull’economicità dei processi aziendali. L’adozione di tali strumenti richiede attenzione e perizia, pena il rischio di rinforzare il modello di business tradizionale.

Il futuro delle organizzazioni si muove infatti verso la creazione di ecosistemi in cui il ruolo dell’organizzazione è quello di:

  •  favorire la collaborazione;
  • portare alla luce la conoscenza già presente;
  • condividere, creare e trasferire la conoscenza;
  • cercare il bene ed i valori comuni;
  • connettere la conoscenza locale con quella globale.

Di fatto, l’innovazione tecnologica può giocare la carta di elemento catalizzatore dei processi, consentendo di liberare conoscenza ed immaginare nuovi paradigmi innovativi diversi da quelli tradizionalmente adottati.

Photo by Franki Chamaki on Unsplash

Affinché tutto ciò possa diventare realtà, le organizzazioni potranno avvalersi delle più recenti conquiste tecnologiche che già adesso stanno ridefinendo le tradizionali attività e funzioni svolte dai ruoli manageriali.

Quello a cui stiamo assistendo infatti, è la creazione di una leadership 4.0.

A partire da alcuni elementi che caratterizzano una buona leadership in senso tradizionale, il prof. Sinatra vi associa alcuni aspetti connessi all’innovazione tecnologica che potrebbero sostenere un leader 4.0 nel suo ruolo:

  • la capacità d’osservare la realtà e percepirne necessità ed opportunità può essere potenziata dall’utilizzo di BIG DATA ANALYTICS (che può incrementare la percezione delle necessità del mercato interno ed esterno ed identificare nuove opportunità);
  • la capacità di migliorare la performance dei processi aziendali  attraverso le TECNICHE DI MACHINE LEARNING (che consentono di ottimizzare l’utilizzo delle risorse);
  • i SOCIAL MEDIA favoriscono il coinvolgimento dei diversi stakeholder, creando un contesto positivo;
  • la capacità di innovare può essere veicolata dalla CO-CREAZIONE e dalla CO-PROGETTAZIONE (che consente di creare di valore aggiunto a partire dalla collaborazione);
  • la capacità di articolare una narrativa aziendale vincente attraverso la COMUNICAZIONE (veicolata dai nuovi media, anche in termini di costo);
  • la capacità di definire un obiettivo comune;
  • la prudenza e senso pratico nell’indicare la via per il bene comune in uno specifico contesto.
Tuttavia, introdurre elementi innovativi nelle organizzazioni non è così semplice.

Sinatra individua infatti tre fattori di cui tener di conto:

  •  Il processo di cambiamento deve essere concepito in modo dinamico ed “orchestrato” con riferimento all’architettura strategica verso cui tende (non è possibile indurre un cambiamento top-down dando delle regole, seguendo un programma stabilito a priori);
  • Il cambiamento ha natura sperimentale e raramente da luogo ad un assetto prevedibile. È pertanto necessario passare da una logica progettuale sequenziale al “simultaneous engineering” (il processo è talmente complesso che il rispetto dei criteri della sequenzialità costituirebbe più un ostacolo che un’opportunità; il cambiamento è possibile soltanto sovrapponendo le attività progettuali ed accettando il rischio che ne deriva);
  • Il disegno di un cambiamento deve concretizzarsi in azioni a breve termine strategicamente rilevanti(i progetti non partono in assenza di azioni immediate capaci di orientare il processo complessivo).
Occorre infine comprendere quali siano i prerequisiti necessari per realizzare tale processo nelle organizzazioni.

Secondo il prof. Sinatra, devono essere soddisfatti quattro criteri chiave:

  1. uno stato di tensione (l’organizzazione che si percepisce in una condizione di forte disequilibro può essere spinta ad ipotizzare nuovi scenari, definire/ridefinire le attività ed il business, promuovere una leadership strategica, riconfigurare l’assetto interno mediante la creazione di strutture, criteri di valutazione dei risultati, sistemi premi/punizioni);
  2. una visione chiara e condivisa;
  3. competenze abilitanti all’innovazione (organizzazione interna, conoscenze, tecnologie e capacità di realizzazione);
  4. capacità di realizzare azioni immediate e concrete.
Photo by Franki Chamaki on Unsplash

L’assenza di anche uno solo di questi criteri influenzerebbe profondamente l’esito del processo, rispettivamente ostacolandolo, interrompendolo, connotandolo di elementi ansiogeni e frustranti o caratterizzandolo con delle “false partenze”.

 

Questi elementi insieme, se interconnessi dialogicamentetra loro, possono facilitare lo sviluppo della conoscenza, la creazione di forze guida, il superamento degli ostacoli della struttura di potere e lo sviluppo delle risorse all’interno dell’organizzazione.


Michael Musetti

Appassionato da sempre di tecnologia ed innovazione sono uno psicologo con un focus su lavoro ed organizzazioni digitali. Mi piace aiutare le persone a tirare fuori il proprio potenziale, attraverso attività di coaching e training individuale o di gruppo, accompagnando le organizzazioni a migliorare la propria performance.

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