Condividi su:
Vorresti…
  • sapere cosa vuoi?
  • trasmettere entusiasmo ai tuoi collaboratori, essere più bravo a gestirli?
  • non aver paura, non temere di perdere sicurezza facendo quello che ti piace (cambiare città, cambiare lavoro, creare un’attività in proprio)?
  • ricominciare a crescere professionalmente?

Sono tanti i “vorrei” che pronunciamo nel corso della nostra vita (personale e professionale) ma quante sono state le volte in cui siamo riusciti davvero a realizzare i nostri desideri?

Ricordo come se fosse ieri l’ansia e le preoccupazioni che provavo quando mi trasferii in Lombardia due anni fa per inseguire gli affetti e le mie aspirazioni professionali. Buona parte dei miei amici toscani mi sconsigliarono di farlo ma altri compresero fino in fondo la mia visione e la mia capacità di progettare la mia esistenza secondo il principio dell’opportunità che è il cardine su cui si fonda l’empowerment (ed in particolare il self-empowerment).

Cos’è l’empowerment?

Molti autori hanno dato la propria definizione di empowerment. Per Bruscaglioni è connesso strettamente al concetto di possibilità: si può definire il “livello di empowerment” di un soggetto (individuale o collettivo) come l’ampiezza del ventaglio di possibilità, tra le quali scegliere quella da privilegiare e praticare nell’operatività (Bruscaglioni, 1994a).

Un costrutto che nasce all’interno della psicologia di comunità (che ho avuto modo di studiare approfonditamente presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore) e che ben si adatta ai contesti aziendali ed organizzativi: l’apertura di nuove possibilità è infatti particolarmente utile in relazione ad aree applicative oggi ritenute strategiche quali la formazione, la flessibilità, il cambiamento, lo sviluppo aziendale e la vita quotidiana delle persone.

Cos’è il self-empowerment?

Nello specifico, per Bruscaglioni, il self-empowerment è la possibilità di avere una visione di sé al centro della propria vita. Il processo di self empowerment si sviluppa attraverso una concatenazione di fasi in sequenza tra loro che iniziano con la consapevolezza del desiderio e finiscono con il passaggio all’azione, producendo un cambiamento nel modo di pensare, sentire, essere e agire dell’individuo.

Il self-empowerment può aiutare singole persone, gruppi nel loro team building, organizzazioni e parti di esse impegnate in piccole e grandi innovazioni, al fine di rendere la formazione più incisiva e più coerente con l’apprendimento, per fornire consulenza laddove le sfide belle ma difficili richiedano nuove aperture e salti di qualità (Bruscaglioni e Gheno, 2007).

Le fasi operative del processo di self empowerment

A seguire una rappresentazione schematica del processo di Self Empowerment elabato da Bruscaglioni e Gheno, tratto dalle slide della dott.ssa Ariela Pagani (Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano).

N.B. Per una più ampia trattazione del modello si consiglia la lettura del volume “Il gusto del potere”, di Massimo Bruscaglioni e Stefano Gheno, edito da Franco Angeli.

Concludendo

Per scegliere l’argomento su cui focalizzarmi in questo contributo, ho semplicemente cominciato ad osservare ciò che vedo quotidianamente intorno a me: una società moderna altamente complessa e variegata, nella quale i liberi professionisti o in generale chi lavora in qualunque settore o contesto, si trova a dover fare i conti con una nuova modalità lavorativa caratterizzata da frequenti cambiamenti di posizione, status, contesto di lavoro. Questo può spaventare e può bloccare l’azione di un individuo o dell’organizzazione di cui fa parte. La risposta che io intravvedo consiste proprio nel provare ad attuare un processo di accompagnamento basato sulla generazione di nuove possibilità individualizzate e costruite ad hoc per ogni situazione, a partire da quelle che sono le risorse che ogni singolo individuo o azienda dispone. Ecco perché considero il concetto del self-empowerment e gli approcci teorici e pratici che lo trattano, di grande interesse di  pubblica utilità.


Michael Musetti

Appassionato da sempre di tecnologia ed innovazione sono uno psicologo con un focus su lavoro ed organizzazioni digitali. Mi piace aiutare le persone a tirare fuori il proprio potenziale, attraverso attività di coaching e training individuale o di gruppo, accompagnando le organizzazioni a migliorare la propria performance.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *